La Zolla | Laboratorio di teatro su "Il Visconte dimezzato" di Calvino alla Secondaria di I° di Piazzale Brescia
Le seconde della scuola secondaria di primo grado si mettono alla prova con il teatro confrontandosi con la storia de "Il Visconte dimezzato" il desiderio del bene e l’attrazione del male.
La Zolla, scuola secondaria di primo grado, scuola media, milano, teatro
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Le seconde di via Caccialepori mettono in scena “Il Visconte dimezzato”

08 Feb Le seconde di via Caccialepori mettono in scena “Il Visconte dimezzato”

Gli alunni delle classi seconde della Secondaria di Primo Grado di via Caccialepori/Piazzale Brescia, durante le ore curriculari di italiano, stanno facendo un laboratorio di teatro, guidati dagli insegnanti di lettere e dall’attore Stefano Braschi, su “Il Visconte dimezzato” di Italo Calvino con il contributo del Municipio 7.

L’opera sarà messa in scena domenica 6 maggio alle ore 17 presso il Cortile della Rocchetta del castello Sforzesco di Milano.

Il laboratorio di teatro è un’attività imprescindibile del nostro far scuola, soprattutto con gli alunni di seconda media che, come ben tutti sanno, attraversano un periodo complesso della loro crescita personale.

Se da una parte il far teatro permette un’esperienza di unità tra corpo e mente, perché la voce dice quello che il corpo esprime, d’altra parte mette a tema le grandi domande della vita che il testo rappresentato offre.

In questo senso “Il Visconte dimezzato” dà voce al dramma dell’uomo di oggi e di sempre: il desiderio del bene e l’attrazione del male.

Calvino stesso dice nella prefazione del libro: «Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso, e possibilmente anche gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezzato fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra»

Incominciare a guardare con simpatia il proprio vissuto apre la strada al riconoscimento di cosa o chi può compiere il miracolo di una unità e compiutezza.