La Zolla | Il laboratorio durato un anno scolastico ha visto la partecipazione dei ragazzi di terza media
Durante il laboratorio di teatro i ragazzi si sono confrontati con "Tre pezzi (non facili) sulla speranza” di Buzzati, capaci di insegnare l’infinita possibilità di bene racchiusa in ogni esistenza umana, anche la più nascosta o piccola.
scuola secondaria La Zolla, via Carcano Milano, piazzale Brescia Milano, via Caccialepori Milano, laboratorio teatrale
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Vorrei farti un regalo: l’esperienza del teatro scolastico

04 Giu Vorrei farti un regalo: l’esperienza del teatro scolastico

C’è una grande magia nel teatro, una magia destinata a persistere anche quando, presto o tardi, il sipario finirà per chiudersi e ogni riflettore sarà spento.

È quella che rende la persona di ogni attore dono per l’altro e per il pubblico: perché c’è un dono nell’interloquire di ciascuno, ma anche nel suo tacere; c’è un dono in ogni gaio girovagare per il palcoscenico come in ogni piccolo, impercettibile, mutamento di espressione; e c’è un dono persino nel restare immobili, in attesa, facendosi subito ospiti accoglienti delle parole o dei gesti di un compagno.

È questa anche la grande educatività del teatro, in particolare per chi, all’ultimo anno di scuola media, desidera fare esperienza che tutto ciò che siamo e che portiamo è prezioso quando si esprime, appunto, nella gratuità di un dono.

Per favorire questa scoperta vale sempre la pena di confrontarsi con un testo alto della nostra tradizione letteraria, un testo che sia capace di insegnare l’infinita possibilità di bene racchiusa in ogni esistenza umana, anche la più nascosta o piccola: a tanto ha portato quest’anno il confronto con un maestro come Dino Buzzati attraverso tre celebri suoi racconti (Lo sciopero dei telefoni, Il disco si posò, Acqua chiusa), dai quali è nato lo spettacolo “Tre pezzi (non facili) sulla speranza”, in scena presso il teatro della scuola lunedì 14 maggio.

Tra cortocircuiti telefonici, improbabili invasioni aliene e solitudini impensabili nel bel mezzo di una festa, ha risuonato ancora una volta la possibilità di una speranza: “l’antica, indomita speranza, la quale si va annidando nei posti più assurdi e improbabili”, quella che in forza di un bene infinito, offerto a sorpresa nelle misere spoglie di un incontro umano, vale a “riscattare lameschinità” di ciascuno (D. Buzzati).

Nel sostenere la speranza delle cose più grandi, quale miglior compagnia ai nostri giovani (e a noi stessi) di quella di Guareschi, Wilde, Shakespeare, Buzzati, e di tutti quei giganti che, dentro e fuori le ore di lezione, hanno intrecciato il nostro cammino negli ultimi anni? E quanti incontri ancora ci aspettano nel cammino che ci attende…

Daniele Gomarasca

Coordinatore didattico Scuola La Zolla e Preside Secondaria di I grado – sede di via Carcano

 

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