Avvento e Natale 2020 alla scuola dell’Infanzia di Piazzale Brescia

22 Dic Avvento e Natale 2020 alla scuola dell’Infanzia di Piazzale Brescia

La scorsa settimana il salone era buio e come ogni lunedì di questo periodo di Avvento ho aspettato che i bambini mi raggiungessero per osservare l’ultimo dei cinque quadri che ci hanno accompagnato e per ascoltare don Andrea; anche se lontano c’è sempre stato per consegnarci un impegno e delle parole che ci aiutassero a renderci conto che questa storia che si ripete di Gesù che nasce, c’entra veramente con le nostre vite e ci chiede di aspettarlo ancora in quest’anno
particolare.
E’stato un anno che ci ha chiesto più volte di aspettare, ai bambini di aspettare di tornare a scuola,  di aspettare a invitare un amico a casa di aspettare ad andare a giocare al parco…
Anche Avvento significa attesa ma è questo un aspettare speciale che dà valore al tempo e ci aiuta a riconsiderare anche tutti quei momenti che ci sono sembrati siano andati persi.
Sei settimane di attesa di Gesù che viene per noi.
Ogni lunedì ho aspettato i bambini che entravano in punta di piedi curiosi di scoprire cosa era stato pensato e preparato per loro,
ho aspettato i loro “oooo” di meraviglia osservando la bellezza dell’arte,
ho aspettato i loro silenzi pieni di attenzione e di pensieri,
ho aspettato le loro domande mosse dall’impegno che Don Andrea ci consegnava.
Insieme abbiamo continuato ad aspettare e lunedi scorso eravamo riuniti al buio intorno ad una luce che veniva dalla culla di Gesù.
La luce ci ha accompagnato attraverso le candele che abbiamo acceso di settimana in settimana non solo a scuola ma anche nelle nostre case.
Ho detto ai bambini: “Mettiamo ai piedi della culla quei segni che i personaggi incontrati nel vangelo e nei quadri ci hanno consegnato e ridiamoli a Gesù,  ora che li abbiamo fatti nostri”.
Abbiamo dato le stelle che hanno fatto alzare Abramo proprio quando, un po’ stanco e vecchio pensava di aver scoperto ormai tutto, invece si e lasciato ancora stupire; le stelle che hanno inviatato noi ad alzarci per fare questo cammino incontro a Gesù bambino.
Abbiamo dato dei guanti, segno delle mani dell’angelo che hanno consegnato a Maria suo figlio; le mani che anche noi ci siamo ripromessi di tendere, per accogliere e accettare le sfide e ciò che ci viene chiesto e rispondere, fidandoci, “sì”.
Abbiamo dato il bastone che ha sostenuto Giuseppe durante il viaggio verso Betlemme. Abbiamo la fortuna di avere anche noi dei bastoni che ci aiutano a crescere; sono i genitori, le maestre, gli amici…
Abbiamo dato la borsa dei pastori che loro hanno riempito di un dono da offrire a Gesù;  quella borsa e’ il nostro cuore, pieno delle esperienze, le conquiste, le cose bele che impariamo, le persone belle che abbiamo vicino.
“Tenete gli occhi aperti”, ci ha suggerito don Andrea e cosi’…ecco di quanti segni ci siamo accorti e ci hanno portato fino alla capanna.
Nel quadro della natività ho fatto notare che tutti i personaggi sono in piedi perché, dal momento che Gesù nasce, vengono meno le paure e i dubbi e si fa forte la certezza che lui è qui e questa notizia ci desta, ci sorprende.
Gli sguardi sorpresi dei bambini sono tra tutto, ciò che desidero custodire in questo Natale che si avvicina perché anche io ho bisogno di sorprendermi così di fronte alle piccole grandi cose di ogni giorno.
Durante la festa di venerdì la sorpresa è stata cantare con gli amici di tutta la scuola,
vedere don Andrea in “carne ed ossa”,
gustare dei dolci in compagnia;
una sorpresa così grande che ha fatto dire loro: “E’ stata la festa più bella di sempre”.
anche se questo è un anno un po cosi’, anche se questo è un Natale un po’ così..
cosi’ come?
A noi più grandi vengono da pensare le cose che ci mancano, ai bambini più le cose che ci sono.
Un Natale in cui accade ancora che un bambino entra a far parte della nostra storia, del nostro tempo e li rende nuovi non perché li trasforma ma perché li riempie della sua presenza.

Alziamoci, muoviamoci, con occhi aperti; ecco la sorpresa: Gesù nasce, Gesù viene, qui, ora.

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