La Zolla | Inglese
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Inglese

Vivere è incontrare

L’orizzonte dei nostri alunni è il mondo. E le lingue sono lo strumento per potersi addentrare e farvi presa in modo diretto e consapevole, per incontrare altre persone, altre realtà, altre culture, che possano arricchire e far crescere l’umanità di ciascuno.

La voce delle indicazioni

«Alle attività didattiche finalizzate a far acquisire all’alunno la capacità di usare la lingua, il docente affiancherà gradualmente attività di riflessione per far riconoscere sia le convenzioni in uso in una determinata comunità linguistica, sia somiglianze e diversità tra lingue e culture diverse, in modo da sviluppare nell’alunno una consapevolezza plurilingue e una sensibilità interculturale».

  • Diversi strumenti di pensiero

L’inglese non si studia solo domani. Imparare più lingue da piccoli vuol dire infatti avere da subito più strumenti di pensiero, più punti di vista da cui guardare la realtà, per essere più elastici come accade a chi è disponibile a mettersi nei panni di un altro. Vuol dire anche imparare ad affrontare il non totalmente conosciuto e a usare nuove strategie mentali per venire a capo di situazioni nuove. Non è un caso che tante volte alla Zolla abbiamo visto bambini con qualche difficoltà a parlare in italiano scoprire nell’incontro con una lingua nuova un’occasione per superarle.

La voce delle indicazioni

«Accostandosi a più lingue, l’alunno impara a riconoscere che esistono differenti sistemi linguistici e culturali e diviene man mano consapevole della varietà di mezzi che ogni lingua offre per pensare, esprimersi e comunicare».

  • Uno strumento per comunicare

Lo scopo della lingua è comunicare. Per questo occorre certo possederne la struttura, e infatti alla Zolla man mano gli alunni crescono diamo alla grammatica dell’inglese un’importanza via via maggiore. Però senza mai perdere di vista lo scopo: le situazioni comunicative vive e reali, che alla scuola dell’infanzia costituiscono la totalità della proposta della lingua, non vengono mai abbandonate, e sono elemento fondamentale dell’apprendimento a tutti i livelli.

La voce delle indicazioni

«Nell’apprendimento delle lingue la motivazione nasce dalla naturale attitudine degli alunni a comunicare, socializzare, interagire e dalla loro naturale propensione a “fare con la lingua”. L’insegnante avrà cura di alternare diverse strategie e attività: ad esempio proposte di canzoni, filastrocche, giochi con i compagni, giochi di ruolo, consegne che richiedono risposte corporee a indicazioni verbali in lingua».

  • Insegnanti specialisti, madrelingua e CLIL

Per affrontare al meglio la complessità dell’insegnamento della lingua straniera, la Zolla alterna diverse modalità di insegnamento:

  • L’insegnante specialista, il cui compito principale – ma non unico – è introdurre gli alunni alle strutture della lingua
  • L’insegnante madrelingua, il cui compito principale – ma non unico – è permettere agli alunni di familiarizzare con i suoni della lingua parlata e di entrare in rapporto con una persona cresciuta nella cultura di origine della lingua
  • Il CLIL (content and language integrated learning), ovvero attività didattiche di varia natura – dal gioco all’infanzia agli argomenti di diverse discipline alla primaria e alla secondaria – svolti in lingua inglese, anche da insegnanti non madrelingua o specialisti, con adeguata preparazione linguistica.

La voce delle indicazioni

«Si potranno inoltre creare situazioni in cui la lingua straniera sia utilizzata, in luogo della lingua di scolarizzazione, per promuovere e veicolare apprendimenti collegati ad ambiti disciplinari diversi».

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Quante volte mi sono accasciata sul tavolo della sala professori sentendo dire che bisogna studiare l’inglese perché serve, perché se no oggi non trovi un lavoro… L’unico motivo per cui io tanti anni fa ho cominciato a studiare inglese e non ho più smesso è stato perché mi ha appassionata in quel momento preciso, e l’ho trovato bellissimo

 

Un insegnante

FABBRICA CIOCCOLATO 2

Il posseder più lingue dona una certa maggior facilità e chia­rezza di pensare seco stesso, perché noi pensiamo parlando. Ora nessuna lingua ha tante parole e modi da corrispondere ed esprimere tutti gl’infiniti particolari del pensiero. Il posseder più lingue e il poter perciò esprimere in una quello che non si può in un’altra […] ci dà una maggior facilità di spiegarci seco noi e d’intenderci noi me­desimi

 

Giacomo Leopardi, Zibaldone