La Zolla | Italiano
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Italiano

Vivere è raccontare

Quel che ci rende umani è la parola. Grazie alla parola possiamo formulare pensieri, costruire immagini, chiarire a noi stessi le nostre esperienze e comunicarle. Insegnare la lingua materna è offrire lo strumento chiave per lo sviluppo dell’umano.

La voce delle indicazioni

«La lingua, in tutte le sue funzioni e forme, è uno strumento essenziale per comunicare e conoscere, per rendere via via più complesso e meglio definito, il proprio pensiero, anche grazie al confronto con gli altri e con l’esperienza concreta e l’osservazione. È il mezzo per esprimersi in modi personali, creativi e sempre più articolati».

  • Tante abilità, una sola lingua

Ascoltare leggere parlare scrivere, queste le competenze che ogni scuola sviluppa. In più, la capacità di riflettere sulla lingua, le sue forme e le sue strutture. Alla Zolla le coltiviamo tutte, naturalmente. Ma con un’idea chiara in testa: che la persona è una e la lingua è una. Perciò non si possono mai trattare i vari aspetti come se fossero separati.

  • La parola ben detta

Le parole sono lo strumento del pensiero. Insegnare a parlar bene è insegnare a ben pensare. Perciò alla Zolla, dall’infanzia alla secondaria, abbiamo il gusto della “parola ben detta”: ben detta e ben scritta, dall’insegnante e dall’alunno.

  • Il luogo dell’incontro

Il racconto è il luogo in cui due umanità si incontrano. Dalle filastrocche infantili ai grandi classici, la letteratura offre la possibilità di incontrare e far proprie esperienze dell’umanità intera. A condizione che tanto il maestro quanto l’allievo stiano davanti al testo con una domanda spalancata.

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“Solo la scuola può suscitare una riflessione attiva sulle parole e i loro significati […] e promuovere l’ampliamento del lessico colto con l’apprendimento di parole in situazione, cioè presenti in testi scritti bene”

 

F. Bruni, Dalla lingua materna (e dal latte) all’italiano colto

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“Non c’è dotto che sappia tanto, poniamo, sui versi 100-200 del VI libro dell’Odissea, da non poter imparare qualcosa rileggendoli insieme ai suoi scolari, e non soltanto ai suoi scolari”

 

Ezra Pound, L’ABC del leggere