La Zolla | Musica
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Musica

Vivere è ascoltare e cantare

La musica e il canto sono uno degli strumenti con cui gli uomini hanno sempre dato voce e forma in maniera diretta e significativa a fatti, situazioni, riflessioni, stati d’animo. Introdursi al linguaggio musicale vuol dire acquisire uno strumento potente per comprendere ed esprimere l’umanità di ciascuno.

La voce delle indicazioni

«L’apprendimento della musica consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su due dimensioni: a) produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, in particolare attraverso l’attività corale e di musica d’insieme; b) fruizione consapevole, che implica la costruzione e l’elaborazione di significati personali, sociali e culturali, relativamente a fatti, eventi, opere del presente e del passato.

  • Saper ascoltare

Ascoltare è un atto naturale, ma non per questo immediato. Educare gli alunni all’ascolto, partendo dai più semplici suoni e rumori per arrivare fino a realizzazioni musicali anche complesse, guidandoli a individuare gli elementi strutturali del suono e a riconoscere gli effetti che produce su chi ascolta, è una preoccupazione costante dell’azione della Zolla.

  • Il valore del canto

A differenza di tutte le altre forme di espressione, il canto non ha bisogno di alcuno strumento per essere prodotto, se non la persona stessa. Educare all’uso della voce allora è permettere agli alunni di utilizzare in modo consapevole una possibilità espressiva che è sempre a loro disposizione. Cantare in coro, poi, è essenziale per educare il senso di appartenenza, promuovendo l’attenzione, l’ascolto e la valorizzazione dell’altro e la sequela di chi guida.

La voce delle indicazioni

«La musica, componente fondamentale e universale dell’esperienza umana, offre uno spazio simbolico e relazionale propizio all’attivazione di processi di cooperazione e socializzazione, all’acquisizione di strumenti di conoscenza, alla valorizzazione della creatività e della partecipazione, allo sviluppo del senso di appartenenza a una comunità, nonché all’interazione fra culture diverse.»

  • Il linguaggio della musica

Come ogni linguaggio, anche la musica ha la sua grammatica rigorosa. Senza la pretesa di fare dei nostri alunni dei musicisti, alla Zolla li introduciamo agli elementi di base della notazione musicale, strumento fondamentale per accostarsi all’ascolto della musica in maniera più consapevole.

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«Ho cercato il dubbio in tutte le arti, ma ho rinunciato a cercarlo in musica».

 

Emile Cioran, Conversazioni con Cioran

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«Quando il bravissimo tenore intonò “Spirto gentil, ne’ sogni miei…”, al vibrare della primissima nota io ho intuito, con struggimento, che quel che si chiama “Dio” – vale a dire il destino inevitabile per cui un uomo nasce – è quella felicità di cui il cuore è insopprimibile esigenza. Appena udito “Spirto gentil”, in quel preciso istante della mia vita, per la prima volta io capii che Dio c’era».

 

L. Giussani, Spirto gentil

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«Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapen­sieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica».

 

Daniel Pennac, Diario di scuola