La Zolla | Scienze
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Scienze

Vivere è esplorare

Da sempre, si può dire, gli uomini sono stati affascinati dai fenomeni naturali, e da sempre hanno cercato di penetrarne il segreto. Da quando cominciano ad articolare il linguaggio, i bambini cominciano a domandare “perché?”. Tutto l’edificio spettacolare della scienza contemporanea nasce come sistematico sviluppo di questa prima, elementare domanda. Renderla sempre più critica e consapevole è uno degli obiettivi fondamentali del lavoro della Zolla.

La voce delle indicazioni

«I bambini esplorano continuamente la realtà e imparano a riflettere sulle proprie esperienze descrivendole, rappresentandole, riorganizzandole con diversi criteri. Esplorando oggetti, materiali e simboli, osservando la vita di piante ed animali, i bambini elaborano idee personali da confrontare con quelle dei compagni e degli insegnanti. Imparano a fare domande, a dare e a chiedere spiegazioni, a lasciarsi convincere dai i punti di vista degli altri, a non scoraggiarsi se le loro idee non risultano appropriate. Possono quindi avviarsi verso un percorso di conoscenza più strutturato, in cui esploreranno le potenzialità del linguaggio per esprimersi e l’uso di simboli per rappresentare significati».

  • All’origine lo stupore

Il primo passo della conoscenza è lo stupore, la meraviglia di fronte alle cose, per una realtà che è data. Ma per quanto naturali siano, meraviglia e stupore sono fattori che vanno continuamente coltivati, specie nel mondo di oggi, così strabordante di stimoli di ogni tipo che spinge a dare tutto per scontato. Mantenere desto lo stupore originario di fronte al dato e alla sua ineludibilità è allora la prima preoccupazione che guida l’incontro alla Zolla con le scienze.

  • Dallo stupore una curiosità inesauribile

Lo stupore davanti alle cose genera inevitabilmente una domanda, meglio, una serie di domande inesauribile. Per questo, ogni argomento scientifico viene affrontato alla Zolla partendo dalle domande degli alunni, ascoltandole, raccogliendole, orientandole perché conducano a una conoscenza sempre più adeguata della realtà. E più ci si inoltra nella conoscenza della realtà naturale più ci si trova di fronte ad una complessità, un ordine e una bellezza che aprono nuove domande, anche di significato.

La voce delle indicazioni

«La moderna conoscenza scientifica del mondo si è costruita nel tempo, attraverso un metodo di indagine fondato sull’osservazione dei fatti e sulla loro interpretazione, con spiegazioni e modelli sempre suscettibili di revisione e di riformulazione. L’osservazione dei fatti e lo spirito di ricerca dovrebbero caratterizzare anche un efficace insegnamento delle scienze e dovrebbero essere attuati attraverso un coinvolgimento diretto degli alunni incoraggiandoli, senza un ordine temporale rigido e senza forzare alcuna fase, a porre domande sui fenomeni e le cose, a progettare esperimenti/esplorazioni seguendo ipotesi di lavoro e a costruire i loro modelli interpretativi.»

  • Dalla curiosità un metodo

La capacità di guardare il dato va educata. Per questo, oltre a imparare informazioni e certezze acquisite nella storia della scienza, è indispensabile l’esperienza, l’incontro fisico con l’oggetto di studio. Così gradualmente, in modo proporzionato all’età, alla Zolla guidiamo i nostri alunni ad acquisire familiarità con i passi fondamentali del metodo scientifico:

  • Osservare fenomeni e cogliere gli aspetti fondamentali, quali differenze, analogie, regolarità, andamenti temporali
  • Collegare cause ed effetti
  • Comprendere e utilizzare un linguaggio scientifico adeguato
  • Trovare indizi e prove per la formulazione di ipotesi sullo svolgimento di un esperimento
  • Eseguire misure di grandezze
  • Acquisire ed elaborare dati attraverso esperienze di laboratorio
  • Rappresentare e costruire modelli di fatti e fenomeni
  • Produrre presentazioni e documentare esperienze

 

  • Le scienze e il resto

Infine, lo sviluppo di un habitus scientifico attraverso progetti didattici mirati contribuisce a sviluppare competenze trasversali rilevantissime, per:

  • Acquisire autonomia (reperire strumenti e materiali necessari e utilizzarli in modo efficace)
  • Sostenere la relazione (interazione con i compagni, approccio costruttivo e propositivo nei confronti del lavoro e del gruppo)
  • Promuovere la partecipazione (collaborazione, saper chiedere aiuto)
  • Stimolare il senso di responsabilità (rispetto di tempi e consegne)
  • Allenare alla flessibilità (affrontare situazioni non previste o diversi punti di vista con soluzioni funzionali e originali)
  • Sensibilizzare alla consapevolezza (delle scelte fatte, del percorso, delle conseguenze)
laboratorio gas secondaria La Zolla via carcano

La stessa emozione, la stessa meraviglia e lo stesso mistero nascono continuamente, ogni volta che guardiamo un problema in modo sufficientemente profondo. Lo stupore non è una reazione da idioti, da superficiali, al contrario: è quando noi guardiamo in profondità a un problema che scopriamo quella meraviglia che ci porta a porre una domanda, e continui a farla; a una maggiore conoscenza – via via che la scienza avanza nel penetrare il mistero del reale, secondo il metodo particolare che le è dato – a una maggiore conoscenza si accompagna un più insondabile e meraviglioso mistero, che spinge a penetrare ancora più in profondità

 

Richard Feynman, Sei pezzi facili

trasformazioni uva-vino primaria

Donde viene che la Natura non fa nulla invano: e da dove trae origine tutto quell’ordine e tutta quella bellezza che vediamo nel mondo? […] Non risulta con evidenza dai fenomeni che esiste un Essere incorporeo, vivente, intelligente, onnipresente il quale vede intimamente le cose stesse e le capisce interamente in virtù della loro presenza immediata a se stesso?

 

Isaaac Newton, Ottica

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Non aspettarti di vedere al primo sguardo. Osservare è per certi versi un’arte che bisogna apprendere

 

W.Herschel