Alla scoperta di una presenza invisibile che accompagna il cammino di grandi e piccini
Non si vede con gli occhi, ma si sente con il cuore quando siamo felici, quando abbiamo un po’ di paura o quando facciamo un gesto gentile.
È l’Angelo Custode. Dio lo ha dato a ciascuno di noi come un regalo appena siamo nati, per dirci che non saremo mai, mai da soli: oggi, venerdì 2 ottobre, ricorre la festa degli angeli custodi. I nostri bambini porteranno a casa un piccolo lavoro preparto con cura, per celebrare in famiglia questo bel momento dell’anno. Il cammino verso questa festa è iniziato da un incontro, che nell’Infanzia di Carcano è stato condotto dalla direttrice Annalisa e nell’infanzia di Brescia da suor Michela, la suora che tutti i giorni accoglie i bambini in oratorio.
In entrambi i poli si è scelto di aiutare i bambini a comprendere il concetto astratto di “angelo custode” utilizzando un’esperienza concreta, mostrando loro degli oggetti e spiegando loro il significato delle parole principali della preghiera all’angelo custode.
«L’esperienza che abbiamo progettato è nata dalla necessità di aiutare i bambini a concretizzare quella che è la realtà dello Spirito, ed è nata l’idea di usare degli oggetti che in qualche modo richiamassero ai bambini l’esperienza che potrebbero avere nell’accompagnamento dell’Angelo Custode nella loro vita» ci racconta Suor Michela.
«Inizialmente siamo partiti utilizzando lo strumento del martello, perché i bambini stanno portando avanti tutto il percorso legato al lavoro del falegname. Quindi la maestra ha cominciato a battere il martello sopra il legno e sopra le ali che erano fatte di cartone, quindi facendo sentire anche ai bambini dei rumori diversi. Poi piano piano la sagoma, che era dietro a un telo, ha cominciato a prendere forma e i bambini hanno cominciato a capire che dietro la maestra stava realizzando l’immagine dell’Angelo Custode, che hanno riconosciuto immediatamente a partire dalle ali.
E poi insieme, riprendendo le parole della preghiera, abbiamo cercato di dare loro una “concretezza”. Per “illumina” siamo partiti da una lanterna, che conteneva un lumino acceso dalla maestra, che ha immediatamente rischiarato l’ambiente, volutamente lasciato in ombra. Per “custodisci” è stato impiegato un ombrello trasparente, che protegge dall’acqua e non ci fa bagnare: così l’angelo ci protegge dalle intemperie della vita. Poi è stata la volta del “reggi”, per il quale abbiamo utilizzato un bastone, come quello a cui si appoggiano le persone anziane per camminare e come l’angelo custode che ci sorregge nel cammino. Infine “governa”: per questa parola la scelta è ricaduta su una freccia, perché l’angelo ci indica dove dobbiamo andare, che percorso fare, ci indica la via per il bene».
Il secondo passaggio è stato quello di sintetizzare proprio il significato di ciascuna parola chiave della preghiera.
«Illumina lo diciamo perché l’angelo ci aiuta a vedere bene anche quando c’è buio. Non solo il buio della notte quando spegniamo la luce, ma il buio dentro di noi quando siamo tristi, arrabbiati o non sappiamo cosa fare» ha spiegato la direttrice Annalisa ai bambini.
«L’angelo accende una piccola lampadina nel nostro cuore e ci fa vedere la strada bella, le cose buone da fare e il sorriso degli altri. “Custodisci” è perché custodire vuol dire proteggere qualcosa di prezioso. E per l’angelo, la cosa più preziosa del mondo sei proprio tu! Custodire significa che l’angelo ti stringe forte forte come in un abbraccio invisibile, ti tiene al sicuro e si prende cura dei tuoi passi mentre giochi, corri e sogni. “Reggi” è quello che fa la mano di un grande mentre si impara ad andare in bicicletta. Avete presente quando stiamo per inciampare o quando un passo è troppo alto e qualcuno ci prende per mano per non farci cadere? Questo vuol dire “reggi”. L’angelo ci sostiene, ci dà la forza quando siamo stanchi o quando una cosa ci sembra troppo difficile. “Governa” è una parola antica e un po’ magica. Significa “guidare con amore”. Come il comandante di una nave che sa dove andare per non finire sulle rocce, l’angelo suggerisce al nostro cuore la direzione giusta: ci dice all’orecchio “fai la pace”, “condividi il giocattolo”, “di’ una parola gentile”. Ci aiuta a essere maestri di bontà».


















