FORZA, ORA TOCCA A TE… A ROMA!

06 Giu FORZA, ORA TOCCA A TE… A ROMA!

Questo è stato l’invito fatto ai sessanta ragazzi di quinta di via Carcano nel momento dell’atteso annuncio della gita conclusiva del loro ultimo anno di Scuola Primaria.

Occhi spalancati, tante mani alzate e un entusiasmo strepitoso sono stati la reazione alla notizia che saremmo andati nella culla della nostra storia, nella città di cui si diceva «caput mundi regit orbis frena rotundi» (capitale del mondo regge le redini dell’orbe rotondo): Roma!

Qui tanti testimoni e protagonisti del passato hanno giocato la partita della vita fino in fondo, superando difficoltà e paure, costruendo e tramandando a noi e al mondo intero una tradizione di cui, in questi tre frenetici ma stupendi giorni, abbiamo visto tante tracce e segni.

“Ora tocca a te, tu sei fondamentale, unico e originale come i tuoi antenati. E, come loro, Dio ti ha voluto e pensato da sempre per cose grandi!”

ANDATE SEMPRE PIÙ IN LÀ VERSO COSE GRANDI (papa Francesco)

In questi tre giorni abbiamo condiviso tutto, dal viaggio in treno, giocando e cantando, alla fatica di camminare tanti chilometri al giorno; dalla camera in albergo all’ascolto e alla vista delle meraviglie che la città ci ha offerto. Abbiamo avuto l’occasione di vedere dal vivo i fasti della cultura millenaria che quest’anno, con passione e costanza, abbiamo imparato a conoscere e studiare.

Abbiamo fatto proprio il pieno di bellezza: prima di tutto la compagnia tra di noi, il rapporto con adulti – insegnanti e genitori – che ci hanno guidato e che sono stati i punti di riferimento per questi giorni… e poi tutti i luoghi meravigliosi che abbiamo visitato: il Colosseo, i Fori imperiali, la Colonna Traiana, la chiesa di San Pietro in Vincoli, la Basilica di San Pietro e il Colonnato, i Musei Vaticani con le sue stanze di Raffaello e la stupefacente Cappella Sistina. E poi ancora la città romana perfettamente conservata di Ostia Antica, la Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura.

 Tante le parole, i pensieri, le osservazioni, gli sguardi meravigliati e in contemplazione… ma anche i canti a squarciagola in piazza san Pietro di sera, le corse per la strada per non arrivare tardi ai Musei Vaticani, i pranzi e le cene in compagnia, l’incontro con Giovanni e Alessandro, due amici che ci hanno testimoniato come l’amicizia con Gesù rende possibile e più bella anche l’amicizia tra gli uomini.

Ecco le parole di ragazzi e adulti che raccontano questa esperienza.

Dopo i tre giorni in gita, le strade che ho intrapreso e percorso per andare “in là verso cose grandi” sono stare in compagnia e apprezzare le cose belle.

Due cose che mi hanno colpito molto nei giorni sono l’incontro con Alessandro e Giovanni che mi ha fatto capire che tutti possono essere amici di tutti e soprattutto che al mondo ognuno di noi è voluto bene… e poi la Cappella Sistina. In particolare la scena dove Dio pone il dito verso Adamo e lui ricambia. Questo affresco mi ha fatto capire che siamo venuti al mondo per un motivo, siamo voluti e nessuno è perduto. Federico

Nei tre giorni di gita a Roma ho visto e vissuto cose e momenti emozionanti, ma la cosa che mi ha colpito è stato il soffitto della Cappella Sistina, affrescato da Michelangelo. Di questa opera d’arte mi ha colpito non solo la bellezza artistica, ma anche la determinazione e la forza di volontà dell’artista, il quale dipinse la cappella da solo. Michele

Amicizia, maestosità e laboriosità sono le parole che mi sono portata a casa dopo la gita di tre giorni a Roma. Abbiamo camminato come una vera squadra, ci siamo sbalorditi davanti alla maestosità e laboriosità dei romani e di come hanno cambiato il mondo dominandolo. Ci siamo anche divertiti. Mi porto a casa, mi porto in là verso le cose grandi, il desiderio di andare sempre più avanti, di non fermarmi mai davanti all’apparenza, di andare alla ricerca della perfezione anche se a volte sembra molto lontana. Lara

La mia classe con le altre quinte ha avuto la fortuna di andare tre giorni a Roma. Essere andati nella capitale d’Italia mi ha emozionato molto, infatti abbiamo visto molte cose belle, ma la cosa che più mi ha colpito sono stati i Musei Vaticani. Mi ha colpito la cura che i pittori-scultori hanno messo in tutte le opere. Quando osservavo i quadri sentivo e percepivo la voglia di fare e la fatica dell’artista e lo Spirito di Dio. Le cose che ho scoperto sono due: senza l’amicizia non puoi fare quasi niente e se vuoi fare una cosa fatta bene devi lavorare sodo.

La prima sera sono venuti a trovarci due ragazzi: Giovanni (tifoso della Lazio) e Alessandro (tifoso della Roma); questi due ragazzi ci hanno raccontato di come stanno ricercando la felicità e che in questa ricerca non sono mai da soli, seppur diversi (uno tifoso della Lazio e uno della Roma).

Ho capito che la felicità sta nelle piccole cose. Tommaso

“Wow” è la prima cosa che ho detto quando sono uscita dalla stazione di Roma.

In questa avventura ho scoperto molte cose ma due mi hanno aperto il cuore: Il Colosseo e Ostia Antica. Queste due cose mi hanno fatto capire che vorrei diventare un’archeologa. Mia

In questo viaggio ho scoperto che se cerchi qualcosa di grande Roma è il posto giusto perché scopri le origini del tuo popolo, come pensavano, come costruivano, la loro arte, la religione. Lorenzo

La cosa che mi ha colpito di più è stata la grandezza della Basilica di san Pietro; dall’esterno sembrava più piccola, invece internamente è immensa, gli affreschi sembravano persone vere che uscivano dal quadro. Elisa

Siamo andati in gita in una città imponente, maestosa e affascinante: Roma. Questa non è una città come tutte le altre perché i monumenti e le chiese che abbiamo visitate sono di una bellezza talmente incredibile che ti lasciano a bocca aperta. Alcuni monumenti che abbiamo visto sono: il Colosseo, i Musei Vaticani, Ostia Antica, i Fori Imperiali, la Basilica di san Pietro, San Paolo fuori le Mura. Mi è piaciuta di più san Pietro, soprattutto l’ultima sera quando siamo usciti di sera e siamo andati davanti alla Basilica e ci siamo fermati a cantare. Un altro momento che ho apprezzato è stato quando la prima sera sono venuti a trovarci Alessandro e Giovanni, due amici che vorrebbero diventare preti e ci hanno raccontato come “andare sulla strada per la ricerca della felicità”. Marco 

I tre giorni a Roma con la nostra classe ci hanno permesso di fare un pieno di bellezza non solo per ciò che abbiamo visto e riscoperto, ma anche per lo sguardo dei ragazzi davanti a ciò che gli abbiamo proposto. Il loro “stare” non solo con gli occhi, ma con mente e cuore aperti allo stupore in ogni proposta ha permesso anche a noi, ancora una volta, di tornare a godere del bello come sanno fare i bambini. Maestre Pia e Giulia

Da mamma è stato davvero bello vedere questi ragazzi e voi maestre/educatori/direttrice in azione con loro alla ricerca della bellezza e della felicità, come anche mio figlio ricorda dalla testimonianza dei seminaristi.
Roma è davvero la culla della nostra cultura e del cristianesimo, viverla insieme per 3 giorni è stato un aiuto anche per me a riaccendere lo sguardo partendo da meraviglie come San Pietro e la Cappella Sistina! Ricordo con tenerezza Giulia, Arianna e Marco e la loro cura amorevole verso i ragazzi con difficoltà, che poi noi tutti abbiamo bisogno di uno sguardo cosi per poter camminare insieme. Mamma Chiara

L’inno composto per la gita recita: “Puoi lanciarti in un’avventura, guarda il bello che c’è, dai ora tocca a te!” Quello che ho visto accadere durante la gita è stato vedere giornalmente una moltitudine di SÌ, provenienti dai ragazzi e dagli insegnanti, che ci hanno portato da protagonisti alla scoperta del bello!

È stata per me una grande occasione di gratitudine e conferma, rispetto al luogo e agli adulti, con cui sto portando la sfida dell’educazione dei miei figli! Grazie Zolla! Mamma Giulia