INIZIO RICCO… MI CI FICCO!

24 Nov INIZIO RICCO… MI CI FICCO!

Le classi prime della Scuola Primaria di via Carcano hanno iniziato l’avventura nel mondo dell’italiano e della matematica con due grandi incontri: Fata Autunno e il pastore Cunt.

I nostri alunni hanno sperimentato l’importanza del suono all’interno delle parole e che questo suono è proprio dato dalle vocali. L’esperienza è iniziata con l’incontro con Fata Autunno, una fata giunta dal suo regno con una richiesta di aiuto: un vento fortissimo le ha causato un gran mal di gola e ora… parla in modo strano. I bambini hanno sentito che nel modo di parlare di Fata Autunno c’era qualcosa che non andava: mancava proprio il suono delle parole, mancavano le vocali che danno voce alle parole.

Per aiutare Fata Autunno a guarire i bambini delle tre classi prime hanno capito che era necessario restituirle le vocali. Hanno pensato subito a qualcosa che Fata Autunno potesse mangiare… perciò hanno avuto la brillante idea di prepararle qualcosa di buono, dolce e goloso: dei biscotti a forma di vocale!

Che festa quando Fata Autunno è tornata a trovarci: mangiando un biscotto per volta ha potuto riacquistare pian piano tutte le vocali.

L’approccio alla matematica ha seguito la narrazione delle scoperte di un pastore della preistoria, Cunt, con un grande problema da risolvere: non riesce mai a contare quante pecore ci sono nel suo gregge. Animando il racconto, i bambini hanno potuto vestirsi da pastore Cunt e da pecore, così da immedesimarsi in prima persona nella situazione.

Aiutato dalla moglie Are, Cunt ha scoperto diversi modi per sapere quante pecore avesse.

Il primo tentativo lo vede impegnato a mettere nel suo sacco un sasso per ogni pecora che esce dal recinto al mattino e, al ritorno alla sera, tirare fuori dal sacco un sasso per ogni pecora che rientra nel recinto. In questo modo i bambini hanno potuto conoscere il concetto matematico di corrispondenza biunivoca: per ogni pecora un sasso. Se al termine della giornata non erano più presenti sassi nel sacco, Cunt può dire che le sue pecore sono tante quanti i sassi.

Nel proseguire della storia, Cunt si rende conto dell’inconvenienza – per lo più una gran fatica – dell’uso dei sassi per il troppo peso sulla schiena. Per questo motivo decide di utilizzare il suo bastone, più leggero dei sassi, sul quale farà una tacca per ogni pecora che uscirà dal suo recinto, mentre alla sera metterà un dito su una tacca per ogni pecora che ritornerà a casa. Dalla corrispondenza biunivoca i bambini hanno capito la convenienza dell’utilizzo di un simbolo per indicare una quantità, ovvero una tacca.

Per quanto fosse comodo questo sistema di conteggio, Cunt capisce di aver bisogno di qualcosa di leggero, comodo a portata di mano. Si rende subito conto di aver trovato lo strumento perfetto: le dita delle sue mani!

Però ancora Cunt insieme a suo figlio Ordic non sanno dire ancora bene quante siano le loro pecore fino all’incontro con il mercante Hakim, che mostra loro il suo modo di contare: per ogni quantità si fa un segno diverso e ogni segno ha un nome. In questo modo Cunt e Ordic scoprono che il segno 1 ha il nome “uno” ed indica una pecora, il segno 2 ha il nome “due” ed indica due pecore, così via…

Attraverso la narrazione di questa storia gli alunni di prima hanno sperimentato il concetto di quantità, corrispondenza biunivoca, l’uso di un simbolo ed infine il l’essenza stessa del numero che tiene insieme i tre concetti scoperti.

Quante esperienze arricchiscono il conoscere: si impara giocando, animando, sperimentando. Ogni giorno c’è sempre una grande novità!!

 

Miriam, Ilaria e Alice