La Zolla all’incontro FOE: “L’originalità dell’opera educativa e le sfide del presente”

Bernhard Scholz, presidente della compagnia delle opere - La Zolla di Milano

30 Set La Zolla all’incontro FOE: “L’originalità dell’opera educativa e le sfide del presente”

La CdO Opere Educative – FOE, associazione a cui La Zolla aderisce, ha inaugurato l’anno sociale con un incontro con Bernhard Scholz, presidente della Compagnia delle Opere, dal titolo: “L’originalità dell’opera educativa e le sfide del presente”.

 

I direttori e i membri del CdA della Zolla presenti hanno annotato alcuni spunti fra i molti emersi che sono sembrati particolarmente significativi (il testo completo sarà reso disponibile sul sito della FOE).

 

Qual è il compito delle nostre scuole – ha chiesta l’avvocato Masi, presidente della FOE – in un contesto segnato dalla presenza di alunni e famiglie provenienti da ambiti culturali spesso molto diversi da quello da cui le scuole nascono?

Il dialogo vero – ha risposto Scholz – nasce quando guardiamo insieme la realtà. Il nostro compito oggi è guardare la realtà insieme a tutti quelli che incontriamo, con la pazienza di sorprendere quel che nasce dall’incontro dell’altro con la realtà, senza la preoccupazione di imporre subito l’interpretazione che riteniamo giusta. Solo chi è insicuro impone; chi è certo non impone, sfida: perché è certo che la realtà è buona e che il cuore umano è buono ed è lo stesso in tutti, da qualunque tradizione culturale provenga. Il nostro compito oggi dunque è favorire l’incontro di tutti con la realtà, mettere sotto gli occhi di tutti il bello che nella realtà c’è, senza la preoccupazione di introdurre subito l’ipotesi giusta, ma lasciando che emerga dal lavoro comune.

E qui ha citato la meravigliosa risposta dell’autore di una mostra del Meeting a un tale che gli faceva i complimenti: “Tu non mi stai invidiando per quello che so, ma per gli occhi che ho”. Il dialogo è una curiosità reciproca sulla realtà, da cui nasce la domanda: “ma chi sei tu che vedi quel che io non vedo?”

Masi ha poi osservato come in tante scuole sia in atto un vivace dibattito sul rapporto tra i contenuti della tradizione, che è compito della scuola trasmettere, e le richieste e le forme di comunicazione oggi prevalenti, dall’incremento dello studio dell’inglese all’uso delle nuove tecnologie: due esigenze che spesso vengono percepite come contrapposte.

È una contrapposizione sterile – è stata la risposta -. Per uscirne dobbiamo porci la domanda cruciale: che cosa permette ai nostri ragazzi di esprimere al meglio quello che sono? Questo è il criterio con cui passare al setaccio i contenuti che la tradizione offre. Perché insegnare è sempre consegnare una tradizione; però tradizione non è tradizionalismo: la tradizione è lo strumento per affrontare il presente, il tradizionalismo è una gabbia gettata sul presente.

E in tutto questo – ha incalzato Masi – quale aiuto reciproco le nostre scuole possono offrirsi? E che contributo può dare la FOE a questo lavoro comune?

Il primo compito che abbiamo – ha osservato Scholz – è aiutarci a esplicitare l’implicito: c’è una ricchezza che tante volte non è consapevole, dobbiamo aiutarci a portarla a galla, a esprimerla, a formalizzarla e divulgarla. Lavorare insieme ad altri è sempre una fatica, perché obbliga a mettere a tema le ragioni e i criteri per cui si fanno determinate scelte, e a fare i conti con la diversità; ma proprio questa fatica è un’occasione perché ogni scuola sia più consapevole, sia sempre più se stessa.

C’è di che riflettere a lungo, per tutti…