Pian dei Resinelli 2024: unici in cammino, uniti per crescere!

29 Mag Pian dei Resinelli 2024: unici in cammino, uniti per crescere!

È passato ormai un mese dal giorno in cui un manipolo di 82 avventurieri si è inoltrato nelle terre innevate di Narnia, ma l’emozione non è ancora del tutto andata via!

Un viaggio di tre giorni, un tema mozzafiato, un paesaggio che pareva costruito apposta per noi: ad accogliere ai Pian dei Resinelli alla casa La Montanina i 70 ragazzi di quarta della Primaria di via Carcano, i 14 genitori e gli 8 insegnanti c’era una coltre di neve magica, proprio come nel paese di Narnia, dove “è sempre inverno e mai Natale”!

Ragazzi, maestre, genitori, direttrice: per tutti questa esperienza è stata un pieno di occasioni… occasioni per conoscere l’altro, occasioni per condividere la fatica (e la stanza!), occasioni per seguire qualcuno che ha offerto tempo e energie per esserci. Insomma: occasioni per essere unici in cammino, uniti per crescere!

E quali parole, se non quelle dei ragazzi, delle maestre e dei genitori che hanno partecipato, possono meglio descrivere quanto è accaduto?

La settimana scorsa mi sono svegliato veramente elettrizzato al pensiero di andare a Pian dei Resinelli. Prima di raggiungere il Belvedere, io e altri bambini siamo rimasti indietro, ma per fortuna con noi c’era “Susan” (mamma Alessandra) e insieme abbiamo raggiunto gli altri. Il terzo giorno la cosa più bella è stata osservare il disgelo, sembrava proprio il ritorno della primavera a Narnia. Grazie a questa gita ho provato l’emozione della “convivenza” dato che non ho fratelli, ho scoperto che se ci si diverte si dimenticano le paure ed ho imparato anche a rifare bene la valigia! Mi sono sentito grande ed ho potuto superare le fatiche contando sull’amicizia e la fiducia dei compagni che conoscevo già e di quelli nuovi. (Niccolò)

In questa vacanzina non ho avuto nessuna difficoltà sono stata solo felice e allegra. (Carlotta)

È stata una convivenza bellissima. Ho trovato nuovi amici come Giacomo e Leonardo che mi hanno consigliato delle nuove canzoni da ascoltare.  (Lorenzo)

Quando siamo partiti per tornare a Milano eravamo l’esatto contrario del primo giorno, ci sentivamo tutti molto tristi di dover lasciare quella bellissima compagnia. È stata una convivenza meravigliosa, grazie ai genitori e alle maestre che l’hanno organizzata. (Lorenzo)

Al parco avventura non riuscivo a superare alcuni punti del percorso, ma Marco, il nostro educatore, mi ha aiutato. In questi indimenticabili giorni ho riscoperto dei miei compagni conoscendoli meglio e apprezzandoli di più. (Filippo)

Mentre camminavamo verso “La Montanina” abbiamo avvistato dei personaggi familiari, ma un po’ strani, non avevamo la più pallida idea che fossero i papà e le mamme travestiti dai personaggi del racconto “Il leone la strega e l’armadio.” (Paul)

Questa convivenza la terrò sempre nel cuore perché è stata piena di emozioni e divertimento. (Samuele)

La camminata nel bosco è stata faticosa, ma aiutare Jonny a raggiungere il Belvedere ha aiutato anche me. (Caterina)

Da questi giorni ho capito cosa vuol dire essere grandi, cioè continuare ad aprire il cuore agli altri. (Miriam)

Mi sono buttata all’attacco e sono riuscita a fare alcuni punti. Ero così felice di aver contribuito alla vittoria della mia squadra! Mi sono sentita accolta dai miei compagni e dentro di me sentivo scoppiare dei fuochi d’artificio per la gioia! (Tecla)

Al rientro a Milano mi sono sentito un po’ dispiaciuto perché con quella convivenza avevo avuto la possibilità di conoscere tutti e di stare con tutti. È stato uno dei momenti più divertenti che abbia mai fatto. Ho imparato che non devo stare sempre con gli stessi amici della classe, ma che devo spingermi più in là per conoscere altre persone e questa convivenza me lo ha dimostrato. (Massimo)

Non avrei mai immaginato che nel viaggio in pullman mi sarei divertito così tanto con Fede. (Pietro)

Il ricordo indimenticabile di questa gita è stato all’arrivo perché nevicava parecchio e non vedevo così tanta neve soffice come il cotone da ben due anni. La neve per me è come un mantello freddo e soffice, come quello della strega di Narnia. (Dominic)

Da questa convivenza ho imparato che lavorando insieme si fanno cose molto più belle di quando si fanno d soli. (Beatrice)

Il ricordo indelebile è stato l’ultimo gioco, quello notturno, perché mi sembrava di essere in un film poliziesco e perché è stato quello in cui mi sono sentito più partecipe. È stato quello in cui ho collaborato di più a differenza di altri. Ad esempio, nel preparare lo stemma per la squadra perché io non sono molto bravo a disegnare. (Lorenzo)

 

 Pian dei Resinelli – Inter: 92 a 0

Che edizione memorabile la convivenza delle quarte 2024 che si è svolta a Pian dei Resinelli, grazie ai novantadue valorosi tra adulti e ragazzi.

Mai come negli ultimi anni siamo partiti con il piede giusto: tantissimi genitori si sono resi disponibili ad accompagnarci pieni di entusiasmo, curiosità e desiderosi di mettersi al servizio per il bene dei nostri ragazzi. Poi, ci si è messo in mezzo veramente di tutto per ostacolale questa esperienza, tant’è che ad un certo punto tra noi insegnanti serpeggiava la frase di manzoniana memoria: “Questa vacanza non s’ha da fare!” La data anticipata di un mese rispetto agli anni precedenti (per esigenze della struttura), la difficoltà di trovare una sorpresa che fosse inclusiva per tutti i nostri alunni di quarta, il meteo sempre incerto ed infine il derby Milan/Inter hanno reso l’ultimo mese di preparativi davvero impegnativo e non scevro di incomprensioni.

Il romanzo che noi insegnanti avevamo scelto come trama per i tre giorni di convivenza era “Il leone la strega e l’armadio” di Lewis che si svolge interamente a Narnia, un paese fantastico nel quale è sempre inverno e mai Natale, fino a che accade l’imprevedibile e torna la primavera. Ecco, sembra incredibile a dirsi ed anche a pensarci, ma questo romanzo è stata l’esatta metafora di ciò che ci è accaduto. A cominciare dalla neve che ci ha accompagnati per due giorni proprio come a Narnia per poi lasciare spazio, il terzo giorno all’esplosione della primavera. E poi l’imprevisto, quello di cui spesso ci dimentichiamo: il miracolo dei nostri bambini che ci guardano che sono disposti a seguirci sempre se noi adulti siamo uno spettacolo ancora più vivo e interessante del derby.

La disponibilità dei genitori a fare qualunque cosa: preparare tutto l’allestimento a Milano e ricostruirlo a Pian dei Resinelli, travestirsi, cantare, suonare, giocare, condividere le stanze, farsi carico dei bambini più fragili, servire a tavola, fianco a fianco con noi insegnanti e con la direttrice hanno reso questi giorni indimenticabili. In tutta la vacanza, ma soprattutto la prima sera, mi sono commossa a guardare il brillìo negli occhi dei nostri ragazzi che erano così catturati dalla bellezza di ciò che stava accadendo loro, che anche i tifosi più accaniti non hanno avuto nostalgia del derby perduto. Durante il viaggio di ritorno a Milano un mio alunno che è abituato a girare il mondo con i suoi genitori, con un fil di voce (perché l’aveva persa tutta tifando per la sua squadra) ha detto al microfono: “Questi giorni sono stati i più belli della mia vita!” e con lui molti altri che hanno condiviso le proprie emozioni e scoperte. Non ho mai avuto dubbi sulla valenza educativa enorme di questa esperienza sia per gli adulti, sia per i bambini, ma dopo quest’anno sono convinta che ne valga sempre la pena. (maestra Elisa)

 

Carissime Francesca ed Elisa,

Mio figlio è tornato felice, cantando tutto il repertorio dei canti che aveva imparato.

La gioia è perdurata nei giorni seguenti ed è stata contagiosa.

La gioia non può essere un’isola felice ed esclusiva, ma piuttosto un seme che con cura piantiamo nei cuori dei nostri figli e dei nostri alunni, con la speranza che faccia frutto laddove saranno chiamati a vivere. Grazie di cuore per questo seme di gioia vera che avete sparso nel cuore di mio figlio, della nostra famiglia e di tanti. (mamma Valentina)

 

Sia io che mio figlio siamo tornati entusiasti.

È stato molto bello vedere lo stupore negli occhi dei bambini al loro arrivo, con la nevicata in corso.

L’affiatamento che è nato tra loro e con noi genitori presenti. Il loro aderire sempre con entusiasmo alle tante iniziative e giochi proposti.

È stato molto bello per me anche interagire con le maestre e con i genitori coinvolti, non solo i presenti ai Pian dei Resinelli, ma anche tutti quelli che hanno dato la disponibilità alla preparazione della convivenza nei giorni precedenti, senza poi magari partecipare in prima persona (preparazione scenografie, gite, giochi, libretto, canti, idee vincenti, ecc…).

L’affiatamento (tra tutti) si è visto in tante occasioni, anche semplicemente nel cambiare quotidianamente i programmi magari perché c’erano 30 cm di neve… (papà Gianandrea)

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