14 settembre 2026: alla Zolla primaria è il primo giorno di scuola.
In questo tempo nel quale siamo tutti “connessi” basterebbe un click per collegarsi e vedersi istantaneamente: bambini e ragazzi già seduti ai banchi con le maestre, genitori e parenti anche lontani a casa o nei luoghi di lavoro, le direttrici in ufficio.
Ma allora che senso ha oggi ritrovarsi nel cortile della scuola? L’avvio del momento sembra un po’ caotico: c’è chi entra in gruppo con tre o quattro amici, chi lascia la cartella ai genitori e con sguardo attento cerca subito i compagni di classe e le maestre, chi sembra un tutt’uno con la gamba della mamma e pare non avere intenzione di lasciarla…una varietà umana anche discretamente rumorosa.
Bastano però poche parole al microfono e tutti comprendiamo che è il momento: i saluti, la preghiera, gli applausi per i nuovi arrivati, la chiamata delle classi e per finire la chiamata personale di ciascun bambino e bambina di prima che si avvia, con passo più o meno incerto, verso la maestra e i compagni per “il primo” dei primi giorni di scuola.
Lo stare tutti insieme in uno spazio fisico favorisce l’esprimersi del senso di questo appuntamento: permette alle emozioni, alle attese, alle preoccupazioni di tradursi in saluti, abbracci, lacrime, sorrisi, parole, cioè rende concrete, reali, vere tutte quelle relazioni che si riprendono dopo l’estate o che iniziano in quel momento per la prima volta.
“La verità si ricerca in comunità” è la frase del Papa che ci accompagnerà: cominciamo l’anno scolastico con il desiderio e l’augurio per tutti, grandi e piccoli, di percorrere il cammino che ci aspetta ricercando insieme ciò che è vero, bello e buono.
Buon inizio!!!




























