La Zolla | Tutto è bene quel che comincia
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Tutto è bene quel che comincia

19 Gen Tutto è bene quel che comincia

Appena tornati a scuola, all’aprirsi di questo 2020, tanti ragazzi ci hanno detto il loro turbamento e la loro paura per i fatti del medio oriente e per quel che potrebbe accadere. I professori, in particolare quelli di storia, sono stati accolti con decine e decine di domande, a volte angosciose. “Ci sarà una nuova guerra?”. “Saremo in pericolo anche noi?”. “Cosa accadrà adesso?”.

Mi torna sempre alla memoria quando inizia qualcosa (un nuovo anno, un nuovo rapporto di amicizia o di lavoro…), e in particolare quando le cose sembrano non partire col piede giusto, un dialogo che ho avuto con mia figlia quando era piccolissima, nel primo mattino di una giornata di vacanze. Ricordo il mio malumore di fronte alla pioggia battente, appena tirate su le tapparelle di casa… “Adesso non possiamo andare al parchetto, al cinema poi non c’è mai niente…”, già mi cautelavo di fronte al possibile fallimento di quella giornata. Quell’esserino invece, guardando fuori, dichiarò serenamente: “Ma che bella giornata!”.  E io, temendo che ci fosse qualcosa di storto nel suo modo di vedere, le chiesi perché. “Perché ancora una volta è giorno”.

Ecco (parafrasando David Foster Wallace): una buona scuola, un buon insegnante, un buon insegnamento, può essere immerso in una realtà cupa quanto vogliamo, ma troverà sempre un modo sia per raffigurare il mondo, per conoscerlo, sia per mettere in luce le possibilità di abitarlo in maniera viva e umana, cioè pienamente libera.

Più forte della tirannia degli umori e delle voglie, più forte dei malumori reali e virtuali in cui ci lasciamo assorbire (ormai adusi a quelle lamentele che raggelano), più forte delle schermaglie da gioco delle parti tra adulti e giovani (per cui non ci si capisce più, non ci si può più parlare…), a scuola seguita ancora ad accadere l’incontro di almeno due libertà che si muovono, si sostengono, si tirano reciprocamente ad afferrare e affermare la profondità delle cose e, con essa, il meglio di ciascuno.

Educare la libertà significa allora educare perché insieme si possa pensar bene, si possa sceglier bene, si possa capir bene. Con la consapevolezza necessaria per pensare a cosa prestare attenzione, anzitutto per scegliere di prestare attenzione, per capire passo dopo passo che vale la pena prestare attenzione.

Buon 2020, di cuore, a tutti.

 

Daniele Gomarasca